"Frammenti Di Vita" di Cristina Rotoloni

 

Il libro "Frammenti di Vita" è una raccolta di 8 racconti.

Sono storie ispirate alla realtà e tutte conosciute in modo diretto o indiretto dall'autrice, tranne una: “Vita Spezzata”.

Il coraggio di non tacere, il coraggio di parlare, di gridare, di rivelare ciò che accade oltre le mura e nella quotidianità della nostra vita.

Un libro che urla il malessere delle persone, un dolore psicologico che squarcia le anime. Un cancro della società come la violenza sulle donne segregate tra le proprie pareti domestiche e tanto altro ancora sul tradimento, l'amore, la perdita dell'Io, degli affetti, la destabilizzazione di un terremoto.... tutto questo e molto altro in "Frammenti di Vita" di Cristina Rotoloni.

Il libro racconta le emozioni provate sulla propria pelle e quelle donate da chi ha vissuto esperienze forti. Il filo conduttore di tutte le storie è la mancata comunicazione e la paura. Questi due elementi impediscono di vivere con serenità la vita  e di scegliere con tranquillità il proprio percorso. Con questo libro voglio portare chi legge a confrontarsi con tali realtà e a ragionare sull’incapacità di ascoltare e di ascoltarsi.

 

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I racconti parlano di:

 

6 APRILE

La terra trema, l'animo si scuote, vacillano le certezze. Gesta eroiche dell'uomo comune nella morte, nella distruzione, nel dolore. L'Aquila viene giù, crolla sotto il suo peso ed io la racconto così come l'ho vissuta.

 

IO SONO

Un'affermazione perentoria del diritto di esistere con la propria personalità. Una ragazza lotta contro la società che vuole modificarla nella sua individualità assuefacendola allo schema della normalità. Un grido di dolore da chi è costretto a subire.

 

 

TU MIO PADRE

Stralcio tratto da una storia scritta tra i 10 e i 16 anni: "Lilì"

Le incomprensioni generazionali emergono forti e distruttive lacerando un figlio che non si sente accettato dal padre.

 

AMORE

Tradita, ferita, umiliata. L'uomo che ami ti sostituisce per un sorriso più giovane. Muori dentro e vuoi solo fuggire il più lontano possibile da lui. Non sai ancora se la strada che intraprenderai ti farà vivere o morire per amore, ma  la percorrerai per trovare la tua vita.

 

IL PERCORSO

Vita e Morte uniti da un filo che percorre lo steso ciclo. Inconsapevole o partecipe involontario il nostro protagonista si troverà a tu per tu con colei che teme: La Morte.

 

 

DI CHI E' LA COLPA

La violenza sulle donne è oggi sempre più spesso sui giornali e in TV, ma c'è una violenza di cui si sa, ma poco se ne parla.... almeno finché non muore la vittima. Donne e bambini cadono sotto le mani di colui che dovrebbe proteggerli. Le mura domestiche diventano la prigione di una donna che non sa come uscirne e che ripercorre i passi della propria madre.

 

VITA SPEZZATA

La vita  ci porta su strade che non vogliamo percorrere e ci mostra esistenze che non vogliamo perdere. Ci sono dolori che non si possono descrivere o esprimere. Si sentono. Questo racconto n’è una lontana e vaga idea.

 

SOGNO SFUMATO

Progetti, amore,  fiducia. Tutto s’infrange quando si scopre che la via che stiamo seguendo è ben diversa da quella che credevamo identica a chi ci è accanto.

 

Recensione al mio libro sul Blog di Scritturati  a cura di Giovanna Albi.

Le sue parole mi hanno colpita e piacevolmente sorpresa.

Recensione a cura di Emanuela Arlotta

Frammenti da Leggere!

La Vita non è un unico corpo pesante, la Vita è costituita da tanti granelli, che Cristina chiama ‘frammenti’, da tante sfaccettature, tanti episodi, che ne costituiscono altrettante parti costituenti. E ci sono frammenti che cambiano il corso dell’esistenza e frammenti che ne aggiustano la direzione, altri che lasciano nell’indifferenza. Quelli raccontati da Cristina trafiggono la sensibilità del lettore che ne carpisce in maniera chiara e indelebile il messaggio e la grande sofferenza dei protagonisti. ‘Io Sono’ è quasi un grido di vendetta e di riscatto nei confronti delle persecuzioni personali alle quali è soggetta la ragazza che fa da voce narrante, la quale si interfaccia in maniera diretta con il lettore, quasi lo considerasse un amico a cui raccontarsi e al quale rammentare il proprio status di Essere Vivente. Nel racconto ispirato al devastante terremoto de L’Aquila di qualche anno fa, Cristina mette in scena la sua anima, raccontandosi attraverso quei momenti che hanno segnato per sempre l’esistenza di tante persone. Da queste pagine emerge la forza d’animo dell’autrice che affronta con coraggio una situazione surreale nella quale si trova suo malgrado immersa. Emerge la sua sensibilità e la sua voglia di aiutare prima ancora di aiutarsi. Emerge la sua umiltà nel descrivere ciò che ha ricevuto dalle persone che ha consolato piuttosto che soffermarsi sulla solidarietà  regalata a chi era in difficoltà.   E successivamente racconta dell’amore, quello che non conosce sofferenza, che va avanti nonostante l’incomprensione, la difficoltà, il tradimento, l’amore che continua a nutrirsi di speranza anche laddove tutto sembra oscuro. Del rapporto genitori-figli, analizza con cura il bisogno viscerale e incompreso di amore e accettazione di un bambino, poi divenuto ragazzo. Un ragazzo fragile e ferito, stanco di gridare le sue mancanze, la sua sofferenza, verso un muro di indifferenza, che alla fine riesce a trovare una via d’uscita al suo dolore, l’unica via possibile per non annegare. Non manca la fantasia nell’avventura inconscia vissuta da un uomo che si imbatte in una figura incappucciata che scoprirà essere la Morte. Infine, l’ultimo frammento, è dedicato a coloro che non si amano abbastanza, a coloro che non hanno chiaro il loro valore e che ripetono all’infinito un ciclo di sofferenza auto-convincendosi che le cose siano diverse, che possano essere cambiate, trovandosi poi di nuovo al punto di partenza come vittime di un circolo vizioso del quale sono prigioniere. Frammenti di vita vissuta, reale, tangibile, frammenti racchiusi in un bocciolo di sensibilità e di acutezza, attimi dipanati dalla penna vivace e incisiva dell’autrice.

 

Recensione a Cura di Emanuela Iozzi

Scritto maturo e asciutto, estremamente realistico soprattutto nell'espressione delle dinamiche famigliari. Maturazione progressiva dei testi. Forte, corretta e realistica analisi della figura della Donna nelle sue emozioni, nel suo riscatto, nella sua forza e nel suo dolore ( Io sono, Amore, Di chi è la Colpa).

 Altrettanto disarmante, per la realtà che ci trovi dentro, valutazione di una certa figura di uomo nel suo essere peggiore ( Tu mio padre, Di chi è la colpa).

Decisamente autobiografico.

La prima narrazione contrappone il tuo essere agli altri, ti confronti con una realtà che ti fa soffrire, che non coglie la tua specialità, che non coglie il tuo valore, che non ti rappresenta. La difficoltà di essere se stessi. E' impostato diversamente dagli altri racconti perchè credo che qui le emozioni riportate siano proprio le tue. Un pò combattuta tra il voler scendere nella profondità dell'anima e il non scoprirsi troppo. Autobiografie di anime che attraversano il libro, che metti nella vita dei tuoi personaggi che danno parola al tuo Io e a quello di chi conosci profondamente. Il tiro è corretto, senza paura scava profonda...puoi osare di più! Non temere di invadere gli altri con le tue emozioni, noi saremo contenti di leggerle, perchè le sai cogliere, soprattutto le più nascoste. 

6 Aprile. Narrazione pulita, a forte componente emotiva soprattutto per chi quel terremoto l'ha vissuto, perchè troverà punti di contatto. Non ci sono parole.... è incredibile come i vissuti, almeno in parte, possano essere gli stessi. 

Gli ultimi due racconti: veramente pieni, il primo a forte componente onirica...impeccabili, sembrano sceneggiature di film. Chiusura ottima. Molto brava! Sai sviluppare l'espressione delle dinamiche emotive e comportamentali, le tue emozioni e i vissuti altrui nonchè fai perfetta rappresentazione della non-realtà. Le Donne ringraziano !!! Mi piacerebbe leggere ancora di Te, della Donna e dell'uomo. Forte è l' incoraggiamento a scrivere ancora!
L'ultima narrazione se sviluppata può dare origine ad una rappresentazione teatrale. So che è difficile da fare e da metter sù...è un'idea.

Recensione a cura di Pietro Loi

Frammenti di Vita

Sei belle caratterizzazioni di personaggi che denunciano altrettante realta’ del nostro vivere quotidiano. La ribellione di chi non vuole omologarsi ai cliche, imponendo la prorpia diversita’ con forza e coraggio, sfidando il lettore stesso a mettersi in discussione. La paura e il coraggio di chi ha vissuto la tragica esperienza delterremoto dell’Aquila e dell’Abbruzzo. La narrazione di alcuni valori fondanti dell’uomo, la generosita’ e la solidarieta’, che si affacciano prepotentemente e naturalmente davanti alle tragedie umane come quella che ha colpito il popolo abbruzzese. Gli anziani che lasciano il cibo ai giovani, i momenti conviviali in mezzo alle macerie, la soddisfazione delle proprie necessita’ corporali nelle latrine o bagni chimici, sono tra le piu’ belle pagine del raccconto. Il rapporto conflittuale tra un padre egoista, egocentrico e autoritario,e un figlio stanco e stufo di quella figura paterna, per la sua vita ormai ingombrante e inacettabile, della terza storia ci dipinge un quadro cinematografico visto attraverso vari films che hanno trattato tale tema. Il racconto va avanti con altre storie molto attuali. Il limite tra la vita e la morte: cosa c’e’ prima e oltre quel filo che ci separa  da questa vita e un’ipotetica altra realta’? La dura e fin troppo realistica storia della donna che protegge il suo uomo che la maltratta e la vessa e’ un altro pezzo di questo bel libro. Una realta’ che i mass media ci raccontano ormai quasi quotidianamente. L’autrice tratta questo tema con un approccio psicologico notevole, mettendone in risalto quell’oscura e incomprensibile attrazione malata che inconsciamente ci porta a perdonare il nostro torturatore. Il libro e’ percorso da storie di sentimenti che detrminano e condizionano il nostro essere. I sentimenti percuotono l’animo umano e ci costringono a optare per una realta o un’altra. L’esistenza ha varie sfaccettature e l’autrice ne ha descritto alcune con mirabile maestria del racconto. La prosa e’ lineare e per niente intricatata, nonostante  i temi abbiano dei risvolti psicologici di una certa caratura. Sembrano in qualche modo appartenere alla scrittrice, anche se non tutti probabilmente vissuti sulla propria pelle, ma certamente raccontati con cognizione di causa. Certo, se dovessi scegliere quale storia mi ha coinvolto di piu’, quella dello Zio Terry e’ senz’altro di una realta’ cosi’ emotiva ed emozionate, straziante ma piena di dignita’, che la lettura non ha avuto un attimo di pausa. I fatti e i sentimenti   sono descritti con una forza quasi pittorica e con una prosa che a volte appare cronachistica. La vita, l’uomo e la donna nelle sue componenti piu’ profonde, la capacita’ di amare e di soffrire dell’essere umano, la caparbieta’ di sostenere il proprio io, il desiderio di realizzazione fuori dagli schemi genitoriali, son i grandi temi di quest’opera che ci coinvolge attraverso una lettura piacevole e scorrevole. Non posso che fare i complimenti all’autrice che, per la sua giovane eta’, dimostra una grande esperienza di vita. 

Recensione a cura di Sonia Bottai

Frammenti di Vita

Ho letto tutto il libro con delicato piacere e nel leggerlo mi sono riconosciuta in molte parti. ‘Frammenti di vita’ sei racconti di pura e autentica verità. Nella prima parte ci si sente puniti dal resto del mondo perchè cerchiamo, il più possibile, di essere noi stessi e non come gli altri ci vorrebbero. Insipidi. La catastrofe che ha colpito Aquila. Cristina Rotoloni ha trasmesso al lettore le vive sensazioni di paura e sconforto dinanzi alla terra che trema e fa crollare tutto davanti ai propri occhi, rendendo l’umano incapace di poter fare qualcosa che solo subire implacabilmente. So cosa significhi: ‘La terra che trema sotto i propri piedi’, l’ho sperimentato in Giappone dell’undici Marzo nel 2011 che ha provocato sensazioni di disagio, sofferenza acuta e panico. Capovolgendo e scovolgendo completamente la vita di molti così come quella dell’autrice. Come al solito lo zio Terry arriva quando meno te lo aspetti, però è anche simbolo della Vita, la Provvidenza, è Divina. Padre arrogante ed egocentrico che prevale sui confronti del figlio abusando del proprio potere. Un amore non giunto a buon fine. La violenza ed essere del tutto dimenticato. La morte e la vita. Quando ci si accorge della sua presenza ne siamo già travolti e se la fortuna è dalla tua parte continui a Sussistere, invece se non lo sei... Taci e pervade il silenzio! E’ lodevole e piacevole il modo di scrivere dell’autrice che sa coinvolgere sin dalle prime pagine il lettore.

Recensione a Cura di Maro

Frammenti di Vita

Cristina ha avuto "tanta delicatezza" nel narrare la sua esperienza con la Terra che le ha cambiato abitudini e prospettive, arricchendola con il tremore che non l’ha ferita. Io ho vissuto questa esperienza, assai più devastante nell’80, ma allora non c’erano i media a "soccorrere" la gente "uccisa", a migliaia, dalla terra che mi ha sconvolto perchè credevo avrebbe sempre ricambiato il mio attaccamento. Invece,no. Non fu così, com’è stato per L’Aquila. Allora non c’era alcun Cavaliere a mettersi in mostra, nessuna tv nelle baracche che ancora ci sono,ma solo qualche tv che scoprì che anche in Basilicata ..nevica! Ma la neve non coprì alcun disagio patito e continua a cadere, nell’indifferenza condivisa. E’ un bel libro, in cui si nota l’accento posto dall’autrice sulle piccole ma grandi necessità che si scoprono solo in tali circostanze. Uno Stato del terzo millennio dovrebbe prevedere, senza scomodare "profeti", sistemi adeguati di soccorso necessari e doverosi, non fosse altro perchè lo merito questo popolo che chi "regna" , ne dimentica le sismicità interiori che si riversano sempre sui più indifesi, per arricchire le "caste" ,che all’occorrenza , come guitti, recitano una scena già vista troppe volte. Sarebbe il caso di cambiare scena, e sintonizzarsi sul canale di una sempre più incombente necessità di fratellanza. Un mutuo soccorso da non delegare, visti i risultati. Faccio i miei migliori auguri al popolo abruzzese di ritrovare le antiche scale, "transumando" il consenso, a chi li ama davvero. Auguri Cristina.

Recensione a cura di Pier de Mos

Frammenti di Vita, momenti di crescita e di profonda umanità

 Sei "frammenti", storie di vita, di esperienze pure, vive, autentiche, appassionate. C’è il rancore per un mondo che punisce per il troppo impegno, la catastrofe, che si presenta come un momento catartico per una nuova umanità, un padre arrogante e prevaricatore, un amore finito, la morte e la vita, la violenza e l’oblio.  "Lui non guarda il tuo ceto sociale, non vede se sei bello o brutto, alto o basso. Non si preoccupa del colore della tua pelle, né se sei nudo o vestito, se hai bicchieri di cristallo o tazzine da quattro soldi [...] Quando arriva si fa sentire e ti travolge. Se sei fortunato vivi, se non lo sei... silenzio!". E’ il terremoto dell’Aquila, zio Terry, ma è anche la Vita, la Provvidenza, è Dio. Squarcia con violenza il velo di superficialità che avvolge la nostra esistenza e ci riporta agli occhi le macerie delle nostra vita. E’ un momento di crescita, una scossa all’animo delle persone, che "nel momento del bisogno erano nude e mi hanno dimostrato che non sbaglio a credere in loro". E sono tutte nude, fragili, impotenti le persone difronte alle catastrofi, alla morte, alla violenza, all’amore, al padre e alla madre, alla necessità. Troppe cose sono più grandi di noi, pronte a ricordarci in vita, nei nostri momenti di arroganza, quanto siamo piccoli e bisognosi degli altri. Un uomo si scopre eroe e vince la morte; poi c’è l’uomo che si vede lì sempre tentato, trascinato dagli errori, quasi destinato a fallire, il recidivo, il violento e la donna che è destinata ad essere sua vittima per il troppo bisogno di amore che le era stato negato. Uno stile incisivo, che scorre, che scuote, che agita e rapisce la mente, trasportandola in un mondo di sentimenti puri, ipocriti, alti e infami, ma umani, dannatamente umani. E davanti a tanta sofferenza, una piccola anima urla:  "Io Sono! Per questo non mi arrendo. Per questo sono qui a ricevere tutto lo schifo del mondo".  

 

Recensione a cura di Antonio Sparatore

Frammenti di vita

Cristina Rotoloni si presenta così.“34 anni. Donna. A volte ho un foglio bianco davanti e lo fisso sperando che le idee vengano da sole. Il foglio rimane bianco. Poi trovo il coraggio. Oso anche se non ho un’idea e all’improvviso la scrittura si imposs(...)” Del suo libro dice: “Il mio primo libro contiene sei racconti che parlano dell’amore dell’incomprensione, dell’inadeguatezza, dell’incapacità di rispettarsi, della vita, della morte e anche del terremoto. E’ l’anima che scrive per me. E’ il cuore che esprime ciò che ho dentro”. Sono presentazioni stringate, quasi frammenti. E allora “prendi in mano” il suo libro. Guardi la copertina … si fa sempre così e spesso un libro lo si compra perché è quella che ti attrae. La osservi e ti piace. Ti chiedi se sia di Cristina e cerchi se da qualche parte ci sia scritto “In prima di copertina disegno dell’autrice. No, non trovi risposta e la curiosità ti resta.Vai allora avanti con l’incipit e fai la prima conoscenza con una ragazza normale, un po’ introversa, ma che sa imporsi. Soprattutto a se stessa. Poi conosci il terremoto. Lo conosci per davvero perché Cristina ti ci proietta dentro come se fossi lì a svegliarti all’improvviso, senza renderti conto subito di quello che è accaduto. Poi cominci a conoscerlo, a viverlo e ti rendi conto che quello è come “’a livella” di Totò: non guarda in faccia a nessuno e se sei povero o se sei ricco non conta più. E così, avanti, tra un padre da sfuggire e la morte che ti si fa conoscere attraverso l’esperienza del coma, sino al sesto racconto. E’ l’ultimo, e il tema è quello della violenza sulle donne, la violenza più miserabile, perpetrata al buio delle pareti domestiche. Violenza e illusione. Illusione di chi subisce e spera: è cambiato, non si ripeterà. Sono in tutto poco più di ottanta pagine, ma in questo libro c’è tanto di più.

Commenti

di Luciana Camerlengo

"Brevi episodi della vita di tutti....leggendo si viene proiettati nella propria....nei momenti di dolore vissuti e in quelli di gioia e coraggio che fanno andare avanti nonostante tutto...E' vero che in questo libro molti FRAMMENTI sono "crudeli", tristi,....ma è vero che l'esaltazione che vien fuori è quella della VITA....e dell'AMORE....E a mio parere è questo che resta impresso nella mente, tutto il resto che sia dolore, paura o angoscia....fanno contorno. Il risultato finale è che il lettore....."chiuse la porta (o il libro)....fece tre passi...." e concesse la sua vita all'AMORE. BRAVA CRI'. "

di Marta Lock:

 

Ho finito il tuo libro: sei riuscita a dare voce ai dolori e alle angosce del nostro tempo in modo molto realistico e intenso, sebbene il tuo modo di scrivere sembri quasi poesia in prosa.

di  Maria Nardinocchi:


"Complimenti x il libro l'ho trovato interessante, drammatico, struggente, pieno di sentimenti contrastanti, a tratti ritrovo frammenti della mia vita.......Grazie."

 

di Massimiliano Di Ubaldo:


"Ciao Cristina,
ieri sera ho finito di leggere il tuo libro.
Sinceramente sono rimasto piacevolmente sorpreso
Hai un modo di scrivere paragonabile
ai più grandi scrittori.
Non annoi e non sei pesante.
Facile da leggere e non ti soffermi troppo nelle descrizioni.
Inoltre sorpreso anche dal contenuto delle storie.
Qualcuna anche molto forte.
E ancora più positivo che i finali non sono mai scontati.
Penso proprio che un tuo romanzo lo leggerei, anzi lo comprerei veramente volentieri.
Brava e complimenti.
Sai mi è strano leggere un libro e poi commentarlo con l'autore, però è molto piacevole.
Sai cosa stavo pensando: e se in futuro riuscissi a inventare un romanzo per ogni storia di "Frammenti di vita"?
Comunque di nuovo complimenti.
Buona serata."

di Rossana Ruscio  

"FRAMMENTI DI...FOLLIA ( TRA LE PAGINE...)

HO LETTO "FRAMMENTI DI VITA" TUTTO D'UN FIATO. SCRITTURA DIRETTA, ASCIUTTA E LINEARE, MA CHE CARICA TUTTI I RACCONTI DI TENSIONE, IN DIVERSI MODI. NON HO VISSUTO IL TERREMOTO DAL VIVO, MA DI CERTO TRA QUESTE PAGINE. SFIDO CHIUNQUE A NON IMMEDESIMARSI IN ALMENO UNA DI QUESTE SITUAZIONI, E A PROVARE GLI STESSI SENTIMENTI DEI PROTAGONISTI: RABBIA, ODIO, DELUSIONE. PUR NELL'ASSURDITA' DI ALCUNE SITUAZIONI, SI ARRIVA A COMPRENDERE BENISSIMO LE SCELTE FATTE DAI PROTAGONISTI. QUESTO LIBRO E' UNO SPACCATO DI VITA, E DOPOTUTTO NELLA VITA REALE NON TUTTE LE SITUAZIONI SI RISOLVONO COME NELLE SOAP OPERA... UN'OPERA BELLISSIMA, SCRITTA MOLTO BENE, CHE PUO' TOCCARE LE COSCIENZE DI MOLTI. NEI RACCONTI "DI CHI E' LA COLPA" E "SOGNO SFUMATO", PUR NELL'ATTUALITA' DELLE SITUAZIONI DESCRITTE, CI SI TROVA IN UNA DIMENSIONE QUASI IRREALE, E SI RESPIRA UN'ATMOSFERA CHE RICORDA MOLTO QUELLE DI PHILIP K. DICK. 

BELLO VERAMENTE, LO CONSIGLIO VIVAMENTE A TUTTI."

 

di Isabella Verduci

"Eccomi. L'ho letto d'un fiato. Sarò schietta: alcuni brani mi hanno un po' troppo coinvolto emotivamente, soprattutto quelli che parlano di violenza, mi hanno 'impressionata' e non perché io non ne sia a conoscenza, anzi non si parla d'altro, ma sembravano trame di film, la storia dell'amore tra un uomo e la ragazza dell'Est, la violenza...Sai cos'è? Che immaginavo avessi scritto un libro diverso, più sentimentale, mi sembri così...tenera! Invece sei tosta: la lettura scorre veloce, sembra di essere al cinema ed infatti io non andrei a vedere un film di violenza ma perché io sono così, suggestionabile!!! Se ti dicessi i film che mi intimoriscono, rideresti! Lo stile è incisivo, il tuo modo di descrivere è 'ruvido' come se conoscessi chi ha vissuto tanto dolore o facessi una telecronaca precisa, particolareggiata, matura per i tuoi giovani anni.. Mi è piaciuto il racconto ed a tratti ho sorriso della ragazza un po' sfortunata, il finale è un inno alla rivincita, meno male, va!!:) Il mio preferito è il primo. Sai perché? Perché si vede che è nato da te, anche il modo di scrivere è più 'semplice' , molto personale. Mi è piaciuto perché intimo, ne viene fuori una ragazza impaurita ma allo stesso tempo coraggiosa. In alcuni punti ho provato brividi, quando non riuscivi a collegarti con tua sorella o quando parli degli anziani che rinunciavano al cibo, qui peli ritti!!!Anche il tratto sul supermercato, la voglia che la vita continui nonostante il boato ( intensa la frase in cui tu senti un rumore, dopo mesi dall'accaduto ed abbracci una bimba). A proposito, non mi è piaciuto il racconto che parla dell'incidente, forse perché è un sogno ricorrente, essendo mamma ho sempre mille paure che poi trasmetto all'inconscio...ho sofferto leggendolo...quindi è scritto bene...E' un libro 'forte' ,mi hai spiazzata! Piacerà molto anche agli uomini...ora sono curiosa di sapere di cosa parlerà il prossimo libro...un consiglio da un emergente???:D Scrivilo come il '6 aprile' : lasciati andare, non frenarti. Magari non è così, è una mia idea, ma mi è sembrato il racconto più vicino a te, alla tua personalità, a quella dolcezza che traspare da te, non ti conosco, eh? Grazie per le emozioni, qualsiasi siano state : un libro se 'arriva' vuol dire che